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Benvenuti in uno spazio-progetto mirato ad una informazione indipendente su farmaci e terapie, che è stato attivato ed è gestito da un Comitato di Redazione in cui operano professionisti di varie discipline mediche, di farmacia, di scienze infermieristiche, con competenze giuridiche e ruoli di rappresentanza di associazioni di pazienti. Si tratta di un progetto assolutamente nuovo nella sua concezione e forma, che entra in una sua fase sperimentale, ma che ha radici antiche, che coincidono con l’istituzione che lo ospita ed è parte del Comitato stesso: le Farmacie Comunali Riunite attraverso il Servizio di Informazione e Documentazione Scientifica.

È fondamentale che le decisioni terapeutiche siano basate su prove scientifiche solide e non su interessi commerciali.

 

– Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) –

La nostra storia

Un riferimento nell’informazione sui farmaci

 

Dal 1977, la rivista “Informazioni sui Farmaci”, avendo come direttore Albano Del Favero, ha rappresentato un punto di riferimento, nazionale ed internazionale per la qualità e l’indipendenza dell’informazione sui farmaci, anche grazie a “La Bussola”, una delle rubriche più iconiche della rivista, dove venivano pubblicati profili critici delle novità farmacologiche in base alle conoscenze disponibili al momento della redazione del testo.

Un nuovo modo di informarci insieme

 

In un mondo di cui tutto è cambiato, nella ricerca, nelle pratiche assistenziali, nella disponibilità dei mezzi informativi, questa proposta, strettamente digitale, molto semplice nella sua struttura ed ancor più flessibile nella sua operatività, non pretende certo di competere con l’universo informativo disponibile. Ci sembra, come cerchiamo di chiarire nel nostro primo numero, che la carenza più grave tra produzione-mercato della conoscenza e realtà assistenziali sia quella di uno spazio di dialogo rigorosamente scientifico e perciò interessato con priorità a confrontarsi con le incertezze al di là delle evidenze, con la rilevanza e l’accessibilità dei risultati disponibili, ma nello stesso tempo con la permanente orfanità di problemi-popolazioni che hanno bisogni di cura non riconducibili primariamente ad interventi medico-farmacologici.

 

Il progetto è dunque pensato-proposto per essere luogo di forte scambio: dovremo ottimizzare tante cose, ma pensiamo che iniziare sia il modo migliore per sviluppare i programmi più appropriati.

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