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Conflitti di interessi non finanziari: gestirli o non considerarli?

n. 1 – 2026

Conflitti di interessi non finanziari: gestirli o non considerarli?



Sebbene si sia sviluppata una solida letteratura sui conflitti di interesse finanziari, quelli non finanziari hanno ricevuto in confronto poca attenzione e rimangono relativamente poco conosciuti nonostante la loro capacità di influenzare la progettazione, la conduzione, l’interpretazione e la traduzione clinica della ricerca.

I conflitti di interesse non finanziari in medicina si riferiscono a interessi personali, professionali o ideologici che possono influenzare le decisioni, le azioni o le raccomandazioni di un medico, anche se non comportano guadagno finanziario diretto.

Ad esempio, le decisioni di medici di partecipare ai comitati consultivi (advisory boards) dell’industria farmaceutica o di accettare il ruolo chiave di opinion leader, hanno molte più probabilità di essere guidate da motivazioni diverse dal guadagno economico. In effetti, gli incentivi finanziari associati all’appartenenza ad un comitato consultivo, ad esempio il compenso di 1.000 euro, o un volo gratuito, sembrano essere poca cosa in confronto all’importanza sociale e psicologica di essere invitati a contribuire a ricerche clinicamente rilevanti, migliorare l’assistenza ai pazienti e ottenere status e rispetto nella comunità medica.

I seguenti sono esempi di conflitti di interesse non finanziari:

IMPEGNI ACCADEMICI: i ricercatori potrebbero avere forti convinzioni personali ed essere prevenuti nel valutare ricerche che sono in contrasto con quanto da loro pubblicato. Ad esempio, se una ricerca viene esaminata da qualcuno che si è costruito la propria reputazione stabilendo il paradigma esistente, quella persona potrebbe giudicare severamente i risultati ottenuti da una nuova ricerca. I ricercatori potrebbero compiere sforzi per trovare difetti nei manoscritti di team concorrenti, per ritardare la pubblicazione o relegare il lavoro ad una rivista di minore importanza. 

RELAZIONI PERSONALI: i rapporti personali con familiari, amici, nemici, concorrenti o colleghi possono creare conflitti di interesse. Ad esempio, un reviewer potrebbe avere difficoltà a fornire una revisione imparziale di articoli scritti da ricercatori che hanno lavorato con il suo gruppo. Allo stesso modo, potrebbe avere difficoltà ad essere imparziale quando esamina il lavoro dei concorrenti. 

CONVINZIONI POLITICHE O RELIGIOSE: un forte impegno politico o religioso può indurre posizioni che rappresentano conflitti di interesse non finanziari. Ad esempio, l’influenza che le convinzioni cristiane riguardanti lo stato morale dell’embrione hanno avuto sulla ricerca sulle cellule staminali, in particolare negli Stati Uniti, attraverso il divieto di finanziamenti pubblici alla ricerca. L’appartenenza e l’impegno in un partito politico potrebbe indurre conflitti di interesse non finanziari come l’ottenimento di cariche sociali e politiche.

AFFILIAZIONI ISTITUZIONALI: un conflitto di interesse non finanziario esiste quando un ricercatore è direttamente affiliato ad un’istituzione che apparentemente potrebbe avere un interesse in una pubblicazione. Un problema ovvio è l’essere affiliati o impiegati presso un’azienda che produce il farmaco o il dispositivo descritto nella pubblicazione. Tuttavia, anche istituzioni apparentemente neutrali come università, ospedali e istituti di ricerca (da soli o in partnership con l’industria) potrebbero avere un interesse nei risultati della ricerca. Ad esempio, i ricercatori potrebbero avere un conflitto di interesse quando conducono una ricerca presso un laboratorio finanziato da donatori privati che potrebbero avere un interesse nei risultati dello studio su un dispositivo per il quale l’istituzione partecipante detiene il brevetto.

Un’analisi preliminare della letteratura inerente i conflitti di interesse potrebbe dare l’idea che il problema dei conflitti di interesse non finanziari sia risolto perché è stato riconosciuto da organizzazioni internazionali molto rispettate come la Committee on Public Ethics (COPE),  l’International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) e il World Association of Medical Editors (WAME) e da circa l’80% delle principali riviste oncologiche che richiedono la dichiarazione dei conflitti di interesse non finanziari (1). Queste associazioni e queste riviste scientifiche forniscono linee guida sui conflitti di interesse non finanziari che affrontano il problema di come dovrebbe essere gestito il percorso della revisione fra pari, delle modifiche del testo di un articolo scientifico e della sua pubblicazione in una rivista accademica.

Il tentativo di rimuovere i conflitti di interesse non finanziari spesso origina dall’idea che siano troppo complessi e onnipresenti per poter essere gestiti in modo efficace. D’altronde i conflitti di interesse non finanziari possono essere identificati, valutati e gestiti usando strategie simili a quelle dei conflitti di interesse finanziari. Alcuni sono contrari a valutarli in quanto si preoccupano dal fatto che l’attenzione ai conflitti di interesse non finanziari diluisca l’attenzione su quelli finanziari. Queste preoccupazioni sono reali, ma non dovrebbero essere una scusa per l’inerzia. Con definizioni chiare, rispetto delle procedure e salvaguardia contro l’uso improprio i conflitti di interesse non finanziari possono essere affrontati in modo da completare piuttosto che competere con i sistemi consolidati per la gestione degli interessi finanziari.

Nonostante ciò, persiste una discordanza significativa, in quanto l’aderenza alle linee guida delle organizzazioni internazionali e delle riviste scientifiche non è uniforme e non c’è alcuna garanzia di coerenza nell’applicazione dei principi descritti nelle linee guida. Inoltre, non ci sono meccanismi per confermare o altrimenti far rispettare queste linee guida (2-4). Infine, l’American Society of Clinical Oncology non ha formalmente approvato la dichiarazione dei conflitti di interesse non finanziari.

I disaccordi sull’importanza dei conflitti di interesse non finanziari nella ricerca e su come dovrebbero essere gestiti sono rilevanti. Da un lato, se i conflitti di interesse non finanziari sono entità concettuali significative come i conflitti di interesse finanziari, hanno il potenziale di alterare le evidenze. D’altra parte, se i conflitti di interesse non finanziari sono concettualmente incoerenti o semplicemente non ci sono conflitti di interesse che giustifichino una risposta simile ai conflitti finanziari le risorse non dovrebbero essere spese per monitorarli e gestirli.

Un approccio pratico inizia dall’identificare gli interessi ragionevolmente rilevanti per il ruolo del professionista. A questo stadio lo scopo è riconoscere, ma non giudicare, se l’interesse costituisce un conflitto. Poi va considerato se l’interesse è trasparente. Un conflitto di interessi può essere evidente dal contenuto, ad esempio quando un autore sostiene apertamente una posizione specifica o quando gli autori citano le proprie ricerche fondamentali. In questi casi, una divulgazione formale separata potrebbe essere superflua. Infine, devono essere valutati i potenziali benefici e rischi della divulgazione. Questioni delicate, come la malattia o le convinzioni personali di un membro della famiglia, possono essere dichiarate privatamente ad un editore o a un presidente di comitato. La divulgazione al pubblico è preferibile quando l’individuo detiene un’influenza significativa, opera al di fuori del servizio pubblico, prende decisioni ad alto rischio o irreversibili o quando la mancata divulgazione potrebbe minare la fiducia. Coloro che ricevono la divulgazione hanno la stessa responsabilità di rispondere proporzionalmente. Un modello utile categorizza gli interessi come routinariamente AMMISSIBILI (ad esempio, entusiasmo accademico generale o esperienza rilevante) PERMISSIBILI (precedente ricerca correlata o servizio di consulenza non retribuita) o NON PERMISSIBILI (strette relazioni personali con alto potenziale di pregiudizio). Il contesto è fondamentale: un interesse accettabile in un articolo di revisione può essere problematico nella ricerca primaria e viceversa.

I conflitti di interesse non finanziari sono complessi, poco studiati e poco gestiti in oncologia. C’è un urgente necessità di studi empirici per mappare la loro prevalenza, quantificare il loro impatto e valutare interventi per la loro gestione.

Un recente studio ha eseguito una revisione della letteratura per valutare i disaccordi sull’importanza dei conflitti di interesse non finanziari nella ricerca e nelle pubblicazioni. Lo studio ha concluso che i conflitti di interesse non finanziari sono entità concettuali significative (96%), che richiedono di essere gestiti (76%), e che la dichiarazione è necessaria ma non sufficiente (55%) o necessaria e sufficiente (27%) e quindi è necessario affrontarli anche se non è stato definito come farlo (5).

Un altro studio, che ha eseguito una revisione sistematica della letteratura sui conflitti di interesse non finanziari, è giunto alle stesse conclusioni sul fatto che questi fossero un importante conflitto di interessi, con un piccolo numero di voci autorevoli che sosteneva il contrario. In particolare, l’atteggiamento verso i conflitti non finanziari e la loro gestione era diviso in due gruppi distinti: il primo gruppo, più numeroso, affermava che i conflitti non finanziari erano problematici e richiedevano una qualche forma di gestione, mentre il secondo gruppo sosteneva che erano non problematici e pertanto non richiedevano gestione. In ogni caso molti articoli inclusi in questa revisione concordavano che fosse necessario prendere in seria considerazione la prevalenza, l’impatto e la mitigazione dei conflitti di interesse non finanziari (6). 

In ogni caso, la divulgazione dei conflitti di interesse non finanziari, alcuni dei quali potrebbero essere altamente personali, dovrebbero essere gestiti con discrezione per evitare di intromettersi inutilmente nella privacy delle persone o di metterle a rischio di discriminazione.

Bibliografia

  1. Robinson AD, Joshua AM, Lipworth W. Managing nonfinancial conflicts of interest in oncology research – a guide for practice. JAMA Oncol 2025; Published online December 18.
  2. Wiersma M, Kerridge I, Lipworth W. Dangers of neglecting non-financial conflicts of interest in health and medicine. J Med Ethics 2017: 104530.
  3. Wiersma M, Lipworth W, Rodwin M. Should we try to manage non-financial interests? BMJ 2018; 361: k1240.
  4. Garattini L, Padula A, Mannucci PM. Conflicts of interest in medicine: a never- ending story. Intern Emerg Med 2020; 15: 357-359.
  5. . Bauer D, Orchard DA, Fay PG, et al. A literature review of non-financial conflicts of interest in health care research and publication. BMC Medical Ethics 2025; 26: 61.
  6. Wiersma M, Kerridge IH, Lipworth W. Perspectives on non-financial conflicts of interest in health-related journals: a scoping review. Account Res 2025; 32: 1089-1125.

Tags:
Fausto Roila
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