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Il contesto della informazione, e della sua indipendenza

n. 4 - 2025

Il contesto della informazione, e della sua indipendenza

Quanto succede agli incroci o frontiere tra gli universi del mondo “sanitario” e le realtà che si vivono nel quotidiano ha costituito anche questa volta, attraverso il monitoraggio di editoriali e commenti di riviste-chiave, la fonte quasi esclusiva di questa nota, che conclude il primo anno della nostra sperimentazione di informazione-riflessione indipendente.

Non c’è dubbio che il motivo più ricorrente (da Science, Nature e Nature Medicine, a Lancet, al NEJM…) si riassume in due constatazioni, che sono, sottotraccia, protagoniste anche della cronaca italiana.

La prima, più trasversale, apparentemente implicita ed indiretta per la sanità, è di fatto centrale per la sostenibilità dell’identità stessa dell’universo della salute: in uno scenario di economia-politica che ha le armi (prodotte, vendute, scambiate, utilizzate per garantire un mercato non in recessione) come snodo politico e di immaginario, si è deciso di camminare verso sistemi sanitari sottofinanziati in modo da giustificare politiche escludenti e non inclusive.

Come la prima anche la seconda constatazione non ha bisogno di molta letteratura scientifica a sostegno: le “evidenze” sono tutte nella cronaca: la COP 30 conclusasi alla fine del mese di novembre a Belém, Brasile, conferma che il modello “estrattivo” è intoccabile: come la salute, il clima e l’ambiente possono rimanere all’ordine del giorno nelle discussioni, ma non possono entrare in una agenda di cambiamenti importanti: con tutte le conseguenze, misurabili perfettamente, quali-quantitativamente. I titoli di pochi testi (1-5) bastano, se non si ha il tempo di leggere neppure l’ultima citazione che è ulteriormente didattica nella sua conclusione surreale: ”Le città hanno un ruolo privilegiato nel ridurre le iniquità sanitarie e nel contribuire alla sostenibilità ambientale. Certo ci vuole volontà politica, collaborazioni multisettoriali…”.

Il Summit dei G20 a Johannesburg, chiuso mentre si scrivono queste note, ha rinnovato la diagnosi, sostenuta da premi Nobel per l’economia, che le misure da prendere sono molto chiare, ed urgenti, soprattutto per i vari sud del mondo: ma fino a quando il “modello genocidio” sperimentato a Gaza, combinando la nuovissima  efficienza tecnologica e la crudeltà dell’antica fame, continua a durare, travestito e silenziato da trattative di tregue-senza-pace, alla  constatazione potranno solo seguire “morti in attesa” (6-8).

Su questo sfondo certo non ottimista, l’altro tema-ponte tra sanità e società, più vicino alle competenze e agli interessi “sanitari”, è la presenza, sempre più obbligata nei contributi-commenti delle ‘riviste che fanno opinione’ della intelligenza artificiale. Varrà certo la pena parlarne in modo più specifico e tecnico, ma una review autorevole (9) merita già (…se c’è tempo!) una lettura, anche per l’editoriale che la accompagna (10), il cui titolo è uno dei riassunti più rigorosi e completi della situazione in cui ci si trova: non solo in medicina.

I punti che seguono sono in un certo senso la documentazione, necessariamente molto parziale per ragioni di spazio, dello stretto collegamento tra l’attenzione al contesto ed una informazione effettivamente indipendente: nella cultura di fondo e non nelle dichiarazioni formali e confondenti di “conflitti di interesse”.

Il primo rimando è alla oncologia con una nota che mette in evidenza come le tante parole-promesse (medicina di precisione, innovazione, personalizzazione,…) possono diventare realtà solo se ci si mette nella prospettiva di un cambio di paradigma che tocca tutto il processo di cura, dalla produzione dei dati alla loro accessibilità verificata in modo controllato (11).  È molto suggestivo in questa direzione rilevare la concomitanza di due sviluppi nel campo della politica dei farmaci. Da una parte la constatazione che non è molto accettabile che metà (4,5 miliardi) della popolazione mondiale non ha accesso ai beni sanitari essenziali, tra cui i farmaci,  e che “le tante promesse di universalità formulate per un post-Covid sono rimaste sulla carta”: si deve riprendere il vecchio sogno, che era culturale e politico, e non solo tecnico, dei farmaci essenziali (12). Dall’altra, ed il segnale è molto più interessante, si rileva che in Africa, continente tipicamente escluso dalla informazione ed esposto alla non accessibilità alle risorse sanitarie, qualcosa di importante si sta muovendo, sia istituzionalmente che in termini di produzione di ricerca (13-14). Con un commento che si raccomanda di leggere: dal titolo della sezione di Lancet in cui è inserito – “The art of medicine” – al suo titolo (15), ai suoi contenuti essenziali, al luogo di produzione in Sud-Africa, alla bibliografia che è modello, essenziale, di interdisciplinarità.

Con la ovvia osservazione che il disincanto è d’obbligo, tenendo conto della “durezza” di una realtà sanitaria che obbedisce più al ricatto dei contesti globali e regionali (16-17) che al dovere di intelligenza e di responsabilità anche e soprattutto da parte della collettività medica (18- 19).

Un brevissimo promemoria su punti esemplari del dove va la ricerca (tocca a chi legge scegliere di approfondire, e di interpretare il modo con cui i temi sono presentati):

  1. un esempio molto didattico, e preoccupante, di quanto la ricerca farmacologica in psichiatria resiste ad essere lontana dalla realtà (20);
  2. per i problemi di tutti i giorni, e la popolazione anziana sembra proprio di essere ancora all’abc (21-22);
  3. l’interesse dato nel nostro lavoro alle componenti parafarmaceutiche trova regolarmente un riscontro in termini di salute pubblica (23);
  4. l’autismo è sempre il promemoria del bisogno che “sia la scienza e non la ideologia a guidare le priorità in un contesto di collaborazione reale tra i diversi attori” in tutte le situazioni a rischio di “orfanità” di cura come condizione indispensabile per produrre evidenze (24).

Due “aggiornamenti” molto importanti per non dimenticare le implicazioni dei ponti tra contesti globali e le ‘metodologie’ su cui si basa la produzione di conoscenza:

  1. un lavoro su una rivista chiave nel campo della salute globale riassume tutta la ambiguità dei mezzi classici per produrre conoscenze: un trial controllato metodologicamente perfetto, “theory-drive, pragmatic, cluster randomized”, viene utilizzato per valutare se un intervento comunitario può prevenire la violenza contro le donne in quartieri marginali a Mumbai: il rapporto dettagliatissimo, 12 pagine dense di tabelle e statistiche per documentare, lungo i 5 anni della sua durata, che le variabili della vita quotidiana di popolazioni in piena povertà ed insicurezza non sono riconducibili a ‘misure’  quantitativamente significative (25);
  2. valutare le cause di mortalità per malattie croniche non-trasmissibili nelle popolazioni rurali in uno studio osservazionale multinazionale nel sud-est asiatico è praticamente impossibile perché le ‘narrazioni’ delle storie cliniche sono troppo intrecciate con la frammentazione delle vite (26).

Tre ultimi “aggiornamenti”. Come un esercizio di memoria, e uno sguardo ad un futuro che potrebbe essere bello.

  • I bias della memoria: la  notizia che Watson (quello che con Crick ha aperto il tempo moderno della scienza con la scoperta della struttura elicoidale del DNA) ci ha lasciato a 97 anni di età è molto ben riassunta nel titolo di uno dei tanti articoli pubblicati, Science, Nature, …: “James Watson: A flawed titan of science; “The most famous scientist of the 20th century, and the most infamous of the 21st”: una storia nota, ma da non dimenticare: per il suo intreccio di genialità scientifica, manageriale, didattica assolutamente certa, e le sue altrettanto documentate posizioni di “disprezzo” della competizione femminile, e le convinzioni rigorosamente razziste per i neri. (27)
  • È forse arrivato il tempo di denunciare senza mezzi termini la pretesa di una neutralità medica, in nome di una etica professionale super partes, quando ci si confronta con le atrocità della storia, da Gaza, al Sudan, alla epidemiologia che nasconde con la precisione dei suoi dati i tanti genocidi, sempre ongoing, della diseguaglianza, della fame, della inaccessibilità ai diritti minimi di vita (28).
  • “Beyond growth”: siamo sempre più in ritardo: misurare e soprattutto rendere possibile la crescita della dignità delle persone, più che la crescita economica è possibile: e si deve poter fare (29).
  • Bibliografia
  1. Official statistics are vastly undercounting deaths from extreme weather. Nature. 2025 Nov;647(8089):290.
  2. Dubash NK. Avoiding the climate “ambition trap”. Science. 2025 Nov 13;390(6774):657.
  3. The spectre of malnutrition is back and must be tackled – fast. Nature. 2025 Oct;646(8085):515-516.
  4. Galvao LAC, Schneider MC, Baba-Djara M. The navigation chart to plot the course of public health. Lancet. 2025 Oct 18;406(10513):1706-1707.
  5.     Diez Roux AV, Bilal U. Advancing equitable and sustainable urban health. Nat Med. 2025 Nov;31(11):3634-3647.
  6. Holmes SM, Rekhis M, Stonington SD, Pasquini M, Messac L, Raikhel E, et al. Translational social medicine for global health: introducing Cases in Global Social Medicine. Lancet. 2025 Nov 15;406(10517):2306-2307.
  7. Horton R. Offline: “People have died”. Lancet. 2025 Oct 25;406(10514):1934.
  8.   Bhutta ZA, Fanzo J, Wise PH. Documenting atrocity: child malnutrition in Gaza. Lancet. 2025 Oct 25;406(10514):1930-1932.
  9. Teo ZL, Thirunavukarasu AJ, Elangovan K, Cheng H, Moova P, Soetikno B, et al. Generative artificial intelligence in medicine. Nat Med. 2025 Oct;31(10):3270-3282.
  10. For trustworthy AI, keep the human in the loop. Nat Med. 2025 Oct;31(10):3207.
  11. Subbiah V, Curigliano G, Sicklick JK, Kato S, Tasken K, Medford A, et al. Cancer treatment paradigms in the precision medicine era. Nat Med. 2025 Nov;31(11):3609-3611.
  12. Wirtz VJ, Hogerzeil HV, Gray AL. Accelerating progress on essential medicines: a new Lancet Commission. Lancet. 2025 Oct 25;406(10514):1932-1933.
  13. Mulubwa M, Mutesa L, Chibale K. Africa finally has its own drug-regulation agency – and it could transform the continent’s health. Nature. 2025 Nov;647(8089):313-316.
  14. Failure is not an option for Africa’s newly launched medicines agency. Nature. 2025 Nov;647(8089):289.
  15. Manderson L, Jewett S. Non-communicable diseases of poverty: what’s in a name? Lancet. 2025 Nov 22;406(10518):2414-2415.
  16. The Lancet. Drug pricing and pharmaceutical innovation: a false promise. Lancet. 2025 Oct 25;406(10514):1923.
  17. The Lancet. Europe cannot get sidetracked from basic health-care needs. Lancet. 2025 Nov 15;406(10517):2295.
  18. Rasanathan K, Cloete K, Gitahi G, Gómez-Dantés O, Saminarsih D, Swaminathan S, et al. Functions of the global health system in a new era. Nat Med. 2025 Nov;31(11):3605-3608. 
  19. Miranda JJ, Beran D, Nugent R, Diez-Canseco F, Sargent JL, Madise N, et al. Maximizing researcher-policymaker engagement in global public health. Nat Med. 2025 Nov;31(11):3624-3633.
  20. Pillinger T, Arumuham A, McCutcheon RA, D’Ambrosio E, Basdanis G, Branco M, et al. The effects of antidepressants on cardiometabolic and other physiological parameters: a systematic review and network meta-analysis. Lancet. 2025 Nov 1;406(10515):2063-2077.
  21. Benetos A, Gautier S, Freminet A, Metz A, Labat C, Georgiopoulos I, et al; RETREAT-FRAIL Study Group. Reduction of Antihypertensive Treatment in Nursing Home Residents. N Engl J Med. 2025 Nov 20;393(20):1990-2000.
  22. Hansen-Flaschen J, Tino G. Time to Reconsider Mucoactive Agents for Airway Clearance. N Engl J Med. 2025 Oct 23;393(16):1646-1647.
  23. LaFata EM, Moran AJ, Volkow ND, Gearhardt AN. Now is the time to recognize and respond to addiction to ultra-processed foods. Nat Med. 2025 Nov;31(11):3586-3587.
  24. People with autism deserve evidence-based policy and care. Nat Med. 2025 Nov;31(11):3571.
  25. Daruwalla N, Adelkar S, Chakraborty P, Copas A, Das S, Das T, et al. Community interventions to prevent violence against women and girls in informal settlements in Mumbai: a theory-driven, pragmatic, cluster-randomised, controlled trial. Lancet Glob Health. 2025 Dec;13(12):e2082-e2096.
  26. Htun NSN, Phommasone K, Perrone C, Phyo AP, Sen A, Vanna M, et al. Causes of death in rural southeast Asia by electronic verbal autopsy: a population-based observational study. Lancet Glob Health. 2025 Dec;13(12):e2051-e2060.
  27. Cohen J. James Watson: A flawed titan of science. Science. 2025 Nov 13;390(6774):664-665.
  28. Devi S. The erosion of medical neutrality. World Report. The Lancet 2025;406(10515): 2046-2048.
  29. Costanza R, Eastoe J, Hoekstra R, Kubiszewski I, O’Neill DW. Beyond growth – why we need to agree on an alternative to GDP now. Nature. 2025 Nov;647(8090):589-591.
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Gianni Tognoni
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